L’attitudine in cui ti rispecchi naturalmente

Ho sempre sostituito la paura di non farcela con la speranza di farcela di nuovo” (G. Faletti).
Che poi è una cosa che non ho mai pensato fosse un’attitudine, e mio padre a parole e con i fatti, me l’ha trasmessa bene. Quante volte, fin da molto giovane mi son ritrovato con il cosiddetto “culo per terra” (si può dire “per terra”?) ed accettando di passare attraverso tutto quello che ogni situazione mi presentava ho trovato la forza di rimettermi in piedi e provarci a ricostruire qualcosa di possibile. Oh, non voglio farla triste, che triste non è. Quelli che parlano forbito la chiamano “resilienza” e ci mettono un sacco di termini per spiegarla e raccontarla al meglio. Vivo in un luogo di campagna e preferisco ascoltare il racconto del filo d’erba capace di piegarsi dentro la bufera e di rialzarsi come niente fosse. Magari un giorno ci porterò qualche persona a vedere un prato appena dopo la bufera. E chi se ne importa se rischiamo di sporcarci col fango.

Il valore in cui credi di più

Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo” (Memorie di Adriano, M.Yourcenar)
La bellezza e il piacere. Sono convinto che ne siamo tutti alla ricerca e sentiamo di meritarceli un po’ di bellezza e un po’ di piacere. E in fondo penso che ognuno di noi in qualunque situazione ne viva e ne respiri un po’. Lavoro con persone che hanno difficoltà collegate alla dipendenza da sostanze o comportamenti e ho sempre pensato che al netto di tutto, posto che purtroppo ci vengono proposti un sacco di surrogati, in fondo tutti cerchiamo di regalarci un po’ di bellezza e di piacere.

La passione a cui non rinunci

Ascoltare musica è la cosa che amo di più fare. Non ho un genere preferito, amo spaziare e lasciare che siano i suoni e le vibrazioni a scendere, o salire, fino all’anima. Allora potete vedermi estasiato di fronte al suono della voce di un Danilo Sacco erede di un’altra grande voce come quella di Augusto Daolio (mica si capisce che mi piacciono i Nomadi, vero?), come ascoltando i Pink Floyd o brani di tutt’altro genere. E poi mi piace comunicare con la musica. Una volta che è entrata e che ha creato quel mondo di sensazioni che sono tutte personali, mi viene spesso voglia di condividerle con altri. Che poi scopri che è proprio questa la bellezza di ascoltare insieme: ognuno di noi sente e vive dimensioni diverse.

La skill (competenza) che fai meglio di tutte

Creare dei legami” (Il piccolo principe di A. de Saint-Exupéry). Molti di quelli che mi conoscono affermano che “sono fatto strano” e c’è stato un momento in cui ho cominciato a crederci. Adesso, non trattandosi di cosa brutta o sconveniente, dico anche che mi piace. Creare legami fra fatti situazioni o cose apparentemente lontane fra di loro. Capita più o meno così, che vivi storie, incontri persone, vedi cose e le metti per un periodo in qualche cassetto da qualche parte. Finché viene, quasi magicamente il momento in cui i legami si rivelano da soli.
Comunicare ed intessere relazioni con le persone è una passione ed una competenza, forse acquisita anche grazie al lavoro che svolgo, che ritengo di saper fare meglio.

Il sapere che padroneggi con maggior disinvoltura

Sempre quelli che parlano bene direbbero che sono un “eclettico” e, dopo averne cercato bene sul vocabolario il significato, mi fido di quelli che parlano bene. Ci sono alcuni saperi che penso di padroneggiare più facilmente e legati al mio essere professionale, soprattutto di tipo pedagogico e relativi alle dinamiche di gruppo, che mi appassionano da diversi anni ormai e senza avere un preciso e determinato indirizzo.
Se si può definire un sapere credo che la curiosità sia ciò in cui mi ci ritrovo meglio. Ringrazio chi, negli anni della formazione, sia umana che culturale, non mi ha trasmesso l’infinito delle nozioni, ma la capacità di ricercare e comprendere ciò di cui, di volta in volta, potessi avere bisogno.